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Rilevazione

Monitor a norma per chi lavora al videoterminale: cosa chiede davvero l'Allegato XXXIV

Monitor conforme alla normativa videoterminalisti: l'Allegato XXXIV tradotto in criteri d'acquisto, e perché TCO Certified non dice niente sul flicker.

Rilevato il
20 giorni fa
Ampiezza
Allegato XXXIV letto sul testo · 6 certificazioni confrontate sui criteri ufficiali
Fonte
D.Lgs. 81/2008 e i capitolati delle certificazioni

circa 9 min di lettura

La certificazione più prestigiosa del settore non dice una parola sul farfallamento. Abbiamo cercato flicker, PWM e modulazione temporale dentro il documento ufficiale dei criteri TCO Certified — generazione 10, edizione 2, pubblicata il 4 dicembre 2024. Zero risultati.

Chi compra un monitor «TCO Certified» pensando di aver risolto il problema dello sfarfallamento ha comprato la certificazione sbagliata. In italiano non lo dice nessuno.

Qui sotto c'è la legge italiana tradotta in cose che puoi guardare in una scheda tecnica, e la sola certificazione che quel requisito lo centra davvero.

Il metodo

Non abbiamo provato nessun monitor. Abbiamo fatto un'altra cosa, che è quella che manca:

  • letto il testo dell'Allegato XXXIV del D.Lgs. 81/2008 al punto 1 lettera b), quello sullo schermo, e tradotto ogni requisito in un dato che si trova su una scheda tecnica;
  • aperto i capitolati delle certificazioni e verificato, documento alla mano, che cosa ciascuna garantisce sul farfallamento;
  • rifatto i conti della bolletta con le assunzioni scritte, invece di ripetere le cifre che girano.

Rilevazione del 20 agosto 2026. Nessun prodotto è stato misurato: sotto trovi scritto per esteso cosa questo lascia fuori.

Farfallamento o sfarfallamento?

La legge scrive farfallamento, senza la esse. Quasi tutti cercano sfarfallamento, ed è la stessa cosa. Lo segnaliamo perché è il primo indizio che distingue chi ha letto la norma da chi ha letto un riassunto della norma.

Cosa dice esattamente la legge

Allegato XXXIV, punto 1 lettera b), Schermo:

La risoluzione dello schermo deve essere tale da garantire una buona definizione, una forma chiara, una grandezza sufficiente dei caratteri e, inoltre, uno spazio adeguato tra essi. L'immagine sullo schermo deve essere stabile; esente da farfallamento, tremolio o da altre forme di instabilità. La brillanza e/o il contrasto di luminanza tra i caratteri e lo sfondo dello schermo devono essere facilmente regolabili da parte dell'utilizzatore […] Lo schermo deve essere orientabile ed inclinabile liberamente […] È possibile utilizzare un sostegno separato per lo schermo o un piano regolabile. Sullo schermo non devono essere presenti riflessi e riverberi […] lo spigolo superiore dello schermo sia posto un po' più in basso dell'orizzontale che passa per gli occhi dell'operatore e ad una distanza degli occhi pari a circa 50-70 cm.

Nessun monitor «è a norma» da solo. Lo stesso Allegato, al punto 2, chiede anche illuminamento adeguato, assenza di abbagliamenti e finestre con copertura regolabile: sono condizioni della stanza, non del prodotto. La formula corretta è «questo monitor soddisfa i requisiti che l'Allegato XXXIV pone allo schermo», e chiunque te ne prometta una più corta ti sta vendendo qualcosa.

C'è poi un punto che riguarda te anche se stai comprando un monitor: la lettera c) chiede che la tastiera sia separata dallo schermo. Un portatile usato da solo non rispetta il requisito. È il motivo tecnico — non estetico — per cui un monitor esterno con USB-C Power Delivery non è un lusso: è la risposta più diretta a un obbligo di legge.

I requisiti tradotti in criteri d'acquisto

Requisito di leggeCosa guardare nella schedaCome si verifica davvero
«buona definizione, grandezza sufficiente dei caratteri»PPI = risoluzione ÷ diagonale. 24" FHD ≈ 93 · 27" QHD ≈ 109 · 27" 4K ≈ 163La norma non fissa un numero. Sotto ~90 PPI il testo è sgranato; sopra ~150 serve lo scaling
«esente da farfallamento» — è il requisito sul PWM«Flicker-Free», «DC dimming», certificato TÜVSolo una misura con fotodiodo e oscilloscopio lo prova, e va fatta a più livelli di luminosità: molti monitor usano DC dimming sopra il 30-50% e passano a PWM sotto. «Flicker-free al 100%» può farfallare al 20%
«regolabili dall'utilizzatore»Joystick o tasti fisici sul monitor, non solo un programma per il PCUn monitor regolabile solo via software Windows soddisfa male il requisito su Mac o Linux
«adattabili alle condizioni ambientali»Luminanza minima in cd/m², quasi mai pubblicata. Sensore di luce ambientaleIl criterio più ignorato del mercato. Molti non scendono sotto 80-100 cd/m²: troppo per lavorare la sera
«orientabile ed inclinabile»Gradi di tilt e di swivelDato di targa. Attenzione: la legge non nomina l'altezza
«È possibile utilizzare un sostegno separato»Attacco VESA 100×100È una scappatoia esplicita della norma: monitor economico più braccio da 40 € è conforme quanto uno da 500 €
«spigolo superiore più in basso degli occhi, 50-70 cm»Escursione in altezza, utile da 110-130 mm in suQui l'altezza rientra per via indiretta. Un 27" a 60 cm ha bisogno di più corsa verso il basso di un 24"
«non devono essere presenti riflessi»Anti-glare / opaco, mai lucido. Haze intorno al 25% per l'ufficioSemi-lucidi e vetri OLED lucidi sono i peggiori. Ma oltre il 35% di haze il testo prende l'effetto «sporco»

Le certificazioni: quale centra il requisito, e quali no

CertificazioneCosa garantisce sul farfallamentoVerdetto
TÜV Rheinland Flicker FreeProfondità di flicker molto bassa su tutto il range di luminosità, non solo al massimoL'unica che centra il requisito di legge. Ente terzo, e ogni certificato ha un identificativo verificabile sul registro pubblico dell'ente
TÜV Eye ComfortPacchetto ampio: flicker, luce blu, riflessi⚠️ Ente terzo, ma è un marchio-ombrello. Non pubblichiamo le sue soglie numeriche: non le abbiamo verificate sul capitolato
TÜV Low Blue LightNiente. Riguarda lo spettro della luce, non il farfallamento❌ È la confusione più sfruttata dal marketing
TCO Certified gen. 10Niente — verificato sul documento⚠️ Ottima su ergonomia, sostenibilità e garanzia minima di 5 anni. Zero sul flicker
EPEAT / Climate+Niente❌ Sostenibilità e appalti pubblici, non occhi
«Flicker-Free» scritto e bastaNiente di misurabile❌ È una dichiarazione, non una certificazione. Senza un identificativo o una misura è marketing

La gerarchia, dalla più forte alla più debole: una misura indipendente su più livelli di luminosità → un certificato TÜV Flicker Free con identificativo → la dichiarazione del produttore → il silenzio.

Chi misura il PWM davvero, in modo indipendente: Notebookcheck (metodologia pubblica, fotodiodo e oscilloscopio, pubblica Hz e ampiezza in percentuale), TFTCentral, RTINGS — che mostra la forma d'onda a diversi livelli di luminosità, cioè proprio la verifica multi-livello che serve — e Prad. Il forum LEDStrain raccoglie segnalazioni di persone sensibili: è utile, ma è una segnalazione qualitativa, non una misura di laboratorio, e va letto come tale.

Ultima cosa, che spiega perché a qualcuno «non torna» anche con un monitor onesto: il dithering temporale, usato dai pannelli 8-bit+FRC per simulare 10 bit, è un fenomeno diverso dal PWM ma dà fastidio alle stesse persone. Un monitor può essere sinceramente flicker-free e restare fastidioso. Chi è sensibile deve cercare 8 bit nativi.

Quanto costa davvero in bolletta

Il conto, con i passaggi in chiaro:

costo annuo = (kWh/1000h ÷ 1000) × ore all'anno × prezzo al kWh

Assunzioni, dichiarate perché il risultato dipende da queste e non da altro: 1.760 ore all'anno (8 ore × 5 giorni × 44 settimane) e 0,28 €/kWh tutto compreso per la famiglia tipo ad agosto 2026. Per riferimento riportiamo anche 0,158 €/kWh, che è la sola componente energia per i clienti vulnerabili.

Con queste assunzioni, ogni punto di etichetta vale 0,49 € all'anno.

Etichetta (kWh/1000h)Energia in un annoA 0,28 €/kWhA 0,158 €/kWh
1017,6 kWh4,93 €2,78 €
1526,4 kWh7,39 €4,17 €
2035,2 kWh9,86 €5,56 €
2645,8 kWh12,81 €7,23 €
3052,8 kWh14,78 €8,34 €

Su un 27" tipico, classe F contro classe C (26 contro 12 kWh/1000h) fa 12,81 € contro 5,91 € l'anno: 6,90 € di differenza in un anno, 34,50 € in cinque.

La classe energetica di un monitor da ufficio vale meno di sette euro l'anno. È un buon criterio di spareggio a parità di tutto il resto, e non è mai un motivo per pagarne ottanta in più.

Due trabocchetti che valgono più della lettera stessa:

  • La classe è un indice normalizzato su area e risoluzione, non un consumo. Un 4K da 27" in classe F può consumare meno watt di un 32" Full HD in classe C. In bolletta finisce il numero in kWh/1000h, non la lettera.
  • Lo standby. 0,5 W per 7.000 ore fanno 3,5 kWh, cioè circa un euro all'anno. Staccare il monitor ogni sera fa risparmiare un euro all'anno. Lo scriviamo perché è il mito più diffuso e il più sproporzionato.

Cosa non abbiamo verificato

  • Nessun monitor. Non c'è nessun modello in questa pagina, nessun prezzo e nessun dato di flicker misurato: la parte sui prodotti è da fare da zero. Quando arriverà, ogni riga porterà la fonte accanto al campo — altezza e gradi di tilt, flicker-free distinto in certificato / dichiarato / non dichiarato, PWM solo se misurato da un terzo con la sorgente e i livelli testati, classe energetica con la lettera e i kWh/1000h, watt della porta USB-C, prezzo con rivenditore e data.
  • Il testo dell'Allegato XXXIV è concordante su tre riproduzioni indipendenti, ma non l'abbiamo collazionato sulla Gazzetta Ufficiale. È il fondamento della pagina ed è citato testualmente: va fatto.
  • La soglia numerica della TÜV Flicker Free viene da fonti secondarie concordanti, non dal capitolato originale. Per questo qui sopra la descriviamo a parole e non con una cifra.
  • Le soglie della TÜV Eye Comfort: non verificate, quindi non pubblicate.
  • Il regolamento europeo sull'etichettatura energetica dei display: numero e anno da confermare, quindi non citato.
  • I prezzi dell'energia vengono da comparatori, non dal sito dell'autorità. È il motivo per cui la tabella mostra due colonne invece di un numero solo.
  • Non è un parere legale. La conformità di una postazione la valuta chi ne ha titolo, e riguarda anche la stanza, non solo lo schermo.

Dove porta questa ricerca

Le migliori tastiere meccaniche del 2026 è la pagina che mette questi criteri accanto ai modelli veri, con i prezzi rilevati e la data di ogni rilevazione.

Chi l'ha fatta e con quale metodo

Nessun produttore e nessun negozio decide cosa c'è scritto qui, e niente di ciò che leggi è acquistabile. Dove il numero è una dichiarazione di qualcun altro lo diciamo, e resta la sua finché non lo controlliamo noi. Il procedimento completo sta in come scegliamo e proviamo i prodotti, e chi siamo dice con quale esperienza lo applichiamo.