La scheda tecnica di un mouse da gaming sembra scritta apposta per confonderti: 30000 DPI, 8000 Hz, sensori con nomi da supereroe. In realtà solo tre numeri contano, e nessuno di loro è quello sbattuto più in grande sulla confezione.
DPI: il numero più gonfiato di tutti
I DPI misurano quanto si muove il cursore per ogni centimetro di movimento della mano. Più DPI non significa più precisione: significa solo più sensibilità.
- La maggior parte dei giocatori competitivi usa tra 400 e 1600 DPI
- Valori oltre i 10000 DPI sono inutilizzabili nella pratica
- Un sensore da 30000 DPI è comunque utile: garantisce tracciamento pulito anche ai valori bassi che userai davvero
La regola: ignora il numero massimo di DPI, guarda la qualità del sensore.
Polling rate: quanto spesso il mouse parla al PC
Il polling rate è la frequenza con cui il mouse comunica la posizione: 1000 Hz vuol dire 1000 volte al secondo, una volta ogni millisecondo.
- 125 Hz: standard dei mouse da ufficio, insufficiente per gli FPS
- 1000 Hz: lo standard gaming, perfetto per il 99% dei giocatori
- 2000-8000 Hz: differenza percepibile solo con monitor da 240 Hz in su
Peso: la specifica che senti di più
Il peso è l'unica specifica che il tuo braccio percepisce a ogni movimento. Sotto i 70 grammi i movimenti rapidi costano meno fatica e la mira si corregge più in fretta.
| Peso | Sensazione | Per chi | | --- | --- | --- | | Sotto 60 g | Piuma, zero resistenza | FPS competitivi | | 60-80 g | Bilanciato | Gaming generico | | Sopra 100 g | Faticoso nei flick | Lavoro, gaming casual |
Cosa puoi ignorare
L'accelerazione massima in G, la velocità di tracciamento in IPS oltre i 400, il numero di tasti programmabili se non giochi a MMO. Sono specifiche vere ma irrilevanti per scegliere.
In sintesi: sensore serio, 1000 Hz o più, sotto i 70 g se giochi competitivo. Tutto il resto è rumore di marketing.